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Teddy Sciurti

E’ il 24 marzo quando Teddy Sciurti, fisioterapista alla Clinica ad Alta Specializzazione Riabilitativa di Ceglie Messapica, avverte i primi sintomi del virus Covid 19.

In breve tempo la malattia si manifesta in forma molto violenta: febbre, brividi, mal di testa, dolori diffusi e soprattutto difficoltà respiratoria: è la polmonite.

Teddy è uno sportivo: istruttore di apnea e di respirazione consapevole, pratica e insegna il Training Autogeno. Prima di ammalarsi si stava allenando per due maratone.

Il fisico allenato e l’amore per la vita lo sostengono nel lungo percorso dall’abisso della malattia alla lenta ripresa.

Ho letto la sua storia in alcune toccanti interviste rilasciate appena ha iniziato a sentirsi meglio.

Egli afferma che in questo momento così difficile gli è di grande aiuto il Training Autogeno: per questa ragione ho voluto conoscerlo.

Teddy è una persona gentile e disponibile e ha accettato di buon grado di parlare con me dall’ospedale in cui si sta sottoponendo alla riabilitazione.

Nonostante una leggera fatica appena percettibile nella voce, mi ha parlato di come ha praticato il TA nelle ultime settimane.

I principi che lo ispirano sono quelli che caratterizzano la filosofia di fondo del Training Autogeno. Vediamoli.

 

La disposizione mentale

 

Mi ha colpito innanzitutto la sua disposizione mentale.

Lasciar accadere è l’atteggiamento tipico del Training e Teddy lo vive appieno nel suo approccio alla malattia.

Non spreca energie in inutili lamentele o in atteggiamenti di sfida “muro contro muro”.

Non a caso, parlando della malattia, preferisce utilizzare termini come “opportunità”, piuttosto che “lotta”.

Appena le sue condizioni glielo hanno permesso, ha chiesto di avere dei libri e adesso sta studiando la fisiologia dell’apparato respiratorio.

Ma soprattutto, si sta chiedendo come la sua esperienza possa essere utile ad altre persone.

 

La motivazione

 

Uno degli elementi indispensabili per chi desidera avvicinarsi al TA è la motivazione 

Per Teddy, la motivazione  è data dall’aver già sperimentato gli effetti positivi del Training nella quotidianità e anche in prove eccezionali.

Leggo in uno degli articoli che nuotava e correva quattro giorni a settimana e ha battuto il suo record personale di nuoto continuato, percorrendo 19,770 chilometri in poco più di 5 ore .

 

La pratica

 

Nella pratica, Pesantezza e il Respiro sono i due esercizi che Teddy esegue ogni giorno, preceduti dalla Formulazione della Calma.

Nei giorni in cui la febbre era molto alta e i brividi lo squassavano, riusciva a calmarsi grazie al vissuto della Pesantezza, che evocava in graduale successione in tutti i distretti muscolari.

Si lasciava sprofondare e riusciva a calmarsi, mentre tutto il corpo diventava pesante e rilassato.

In una situazione clinica in cui la funzionalità respiratoria  era gravemente compromessa, l’esercizio del Respiro, la Respirazione consapevole, fondamentale nella sua esperienza da sub, ha contribuito al recupero.

Così  ha potuto riprendere ad alimentarsi, dopo che la gastroenterite gli aveva fatto perdere molto peso.

L’effetto più sorprendente è quello che Teddy ha chiamato “cupola”. Attorno a lui, i “rumori di morte”, prodotti dai respiratori dei suoi compagni di stanza erano incessanti, ma lui riusciva, man mano che sprofondava dentro di sé, a estraniarsi, dentro alla sua cupola protettiva e a dormire almeno un poco. Ma soprattutto, la cupola lo proteggeva dall’angoscia che quel rumore gli evocava.

Ecco che cosa scrive il 14 aprile sul suo profilo Facebook:

 

È un inferno … due persone che nella stanza combattono con la vita è un inferno…
I ventilatori che cercano di aiutarli a respirare, emettendo suoni di guerra, riempiono i loro polmoni d’aria affinché la funzione primaria per la vita continui, è un inferno…
L’aria cerca di entrare nei polmoni con spasmodica fatica è un inferno…
La lotta incessante per sopravvivere, così come lo svilimento dei nostri Amici, la senti presente nella stanza, è un inferno…
Ogni loro flebile movimento, ogni accenno di reazione, dove la loro anima è persa chissà dove, ti stringe il cuore. Ora più che mai bisogna, con pensieri di speranza e solidarietà, cercare il modo di aiutarli ad uscire da quest’inferno per tornare a vivere.
Scrivo queste parole alle 2.30 di notte del 14 aprile in una stanza di un reparto COVID-19 dove tanti operatori sanitari, carichi di grinta e professionalità, ci stanno aiutando a vincere questa battaglia infernale contro questo mostro.

 

La regolarità e la costanza

 

Condizioni indispensabili perché il Training sia davvero efficace sono la regolarità e la costanza negli allenamenti, soprattutto nella fase iniziale dell’apprendimento.

Teddy Sciurti ha trovato utile darsi dei ritmi che scandiscano il tempo in ospedale.

La sua giornata inizia alle 4 con gli esercizi di Traning Autogeno e di stretching.

 

Il tempo come opportunità

 

Come tanti di noi, anche Sciurti prima di ammalarsi rincorreva il tempo, impegnato con la sua famiglia, la professione, lo sport e l’attività sociale e politica.

In ospedale, nelle giornate sempre uguali, decide di “fermare il tempo”.

Ecco le sue riflessioni, dal profilo Facebook:

COVID19 ti trasformeremo in una opportunità.
Ognuno di noi attraverso una ponderata riflessione, se lo vorrà, potrà fermare il tempo e far girare le lancette dell’orologio a ritroso, a proprio favore.
Siamo sempre stati a rincorrere il tempo, affannati e tormentati dallo stesso che passa, dal “non ho tempo”, “il tempo fugge via…”
Oggi, in una anomalia dove tutto è stato cementato, dove ognuno di noi sta vivendo degli attacchi alle esigenze universali, il tempo che passa può viverlo non come angoscia ma come conquista.
Seppur attanagliati da una realtà dove la sofferenza si mastica, possiamo essere fruitori di un nostro intimo riscatto. Fermiamo il tempo e imponiamo a noi stessi un ritmo dove si possa respirare a pieni polmoni, saziamo il corpo e l’anima attraverso UN RESPIRO LUNGO LENTO E PROFONDO.
Le mie considerazioni nascono dal non voler essere un individuo passivo e vittima di questo attacco alla vita e a tutto ciò che di fermo e sacro c’è in essa. Teniamo ferma la volontà per poter essere padroni di decidere che in qualsiasi situazione essa è un dono e come tale va esaltata.
Comodamente fermiamoci a meditare e attraverso ogni molecola di ossigeno entreranno in noi propositi felici. Ovunque siamo, stesi su di un letto d’ospedale o sul divano della nostra casa, asseconderemo il battito del nostro cuore al mantice del nostro respiro che, con ferma decisione, porterà in noi tutto ciò che è positivo ed espellerà ogni pensiero negativo.

Con occhi chiusi il corpo comincerà a cedere, esso abbandonerà piacevolmente le sue tensioni e attraverso un lungo respiro matureremo la consapevolezza di aver fermato il tempo e vissuto un’esperienza che ci sta fortificando, con la soddisfazione di aver ricongiunto anima e corpo in un piacere unico e di aver fatto ripartire IL GIUSTO TEMPO .
Ce la faremo!

 

Dare un senso alla sofferenza

 

Ciò che più mi ha commosso del colloquio con Teddy è il desiderio che la sua sofferenza serva a qualcuno:

È doveroso, partendo dalla mia situazione clinica in costante miglioramento, così come di tutte le persone che stanno bene, aiutare con le nostre energie positive,queste anime ad uscire da questo inferno dove ora sono prigioniere.
Quanto siamo fortunati.

Grazie Teddy per la testimonianza e l’esempio.

Ti auguro di gran cuore di tornare presto ai tuoi affetti, allo sport e agli impegni professionali e sociali che riprenderai con rinnovata energia.

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