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Da un po’ di tempo non riposo bene

Ho difficoltà a concentrarmi

Vivo in un continuo stato di ansia.

Vorrei tanto smettere di fumare

Non posso fare a meno di mangiare in maniera compulsiva

Digerisco male

Ho spesso mal di testa

Non riesco a godere le cose belle della vita

Ho difficoltà sessuali

L’elenco potrebbe continuare e si tratta spesso delle ragioni che portano i pazienti nello studio dello psicoterapeuta.

Fermiamoci

I nostri stili di vita troppo frenetici sono in parte responsabili di tanti disagi fisici e psicologici, ma come porre rimedio? Come chiedere a un professionista di ridimensionare la propria attività, o a una madre che lavora di dedicare più tempo a sé?

Non c’è la medicina “giusta” per ciascuno dei nostri disagi, e gli psicofarmaci – le cosiddette “pillole della felicità” – non sono adatti a tutti e spesso non mantengono ciò che promettono.

Che fare, allora? E’ davvero impossibile vivere meglio? Dobbiamo rassegnarci alle conseguenze dello stress, e convivere con l’ansia, l’insonnia, l’emicrania, la sofferenza?

La psicosomatica ci insegna che si può fare qualcosa e i rimedi sono tanti: dalle tecniche di rilassamento all’attività fisica, dalla meditazione alla psicoterapia, i modi per affrontare i problemi generati dallo stress sono tanti e probabilmente tutti efficaci. Ma allora perché a volte funzionano a volte no? E perché solo per alcune persone?

Credo che la risposta non dipenda tanto dalla tecnica che adoperiamo, quanto dalla effettiva volontà che abbiamo di prenderci cura di noi, di darci del tempo – non è necessario che sia tanto – per “curarci”, secondo l’etimologia latina: per prenderci cura di noi.

Il Training Autogeno è una delle possibili risposte. Non è la panacea, né la risposta giusta per qualsiasi malessere: è un metodo che da quasi un secolo funziona e dà sollievo in tante situazioni di disagio.

Che cosa è il Training Autogeno?

ll Training Autogeno è una tecnica di rilassamento, come tutti sanno. E’ in parte anche una tecnica meditativa, come vedremo in seguito, tanto che è che è conosciuto con il nome di yoga occidentale. Non tutti sanno che è anche alla base di una psicoterapia, la Psicoterapia autogena o bionomica, da Bios, vita e Nomos, Legge: che segue e rispetta le leggi della vita.

Il Training Autogeno è stato ideato negli anni tra il 1908 e il 1912 da Iohannes Heinrich Schultz, neurologo e psichiatra, nato nel 1884 a Gottingen.

Negli anni la tecnica è stata sottoposta a numerosissime verifiche sperimentali e ha avuto un’enorme diffusione in tutto il mondo.

Il suo successo è dovuto alla relativa facilità con cui può essere appresa e ai grandi vantaggi di cui gode chi la pratica costantemente.

I benefici del Training Autogeno coinvolgono almeno tre aree: fisica, psicologica e comportamentale. Vediamo quali sono:

A livello fisico:

La possibilità di raggiungere in pochi secondo uno stato di calma: vi si può ricorrere durante la giornata per ridurre il livello di tensione accumulato, “staccandosi” momentaneamente dai problemi contingenti.

L’abbassamento dello stato di ansia generalizzata

Il rapido recupero delle energie psico-fisiche,, come dopo un breve sonno

La possibilità di addormentarsi facilmente per chi ha problemi di insonnia

L’autoregolazione di alcune funzioni organiche che di norma sfuggono al controllo della volontà: circolazione del sangue, ritmo cardiaco, temperatura corporea, ecc.

La normalizzazione delle funzioni di tutte le funzioni, dalla digestione alla pressione arteriosa, solo per fare qualche esempio

La diminuzione o soppressione delle sensazioni dolorose: ad esempio il TA è utilizzato con successo nel parto

La possibilità di intervenire su tutte le malattie psicosomatiche.

A livello psicologico:

Il miglioramento della capacità di autocontrollo emotivo di fronte agli eventi stressanti

Il potenziamento di funzioni mentali, come concentrazione e memoria

Il miglioramento della capacità di introspezione e di autocoscienza

A livello comportamentale

La possibilità di fissare, durante il cosiddetto stato autogeno, proponimenti relativi a situazioni personali. In altre parole, ciò che si ripete mentalmente a se stessi durante lo stato autogeno, assume la valenza e l’efficacia di un “ordine post ipnotico” che verrà poi eseguito automaticamente al momento opportuno.

La possibilità di intervenire, con l’assistenza dello psicoterapeuta, su problematiche psiconevrotiche e fobiche.

Il Training Autogeno, è dunque a una disciplina in grado di ridurre l’ansia e prevenire le affezioni psicosomatiche che derivano dall’ansia stessa, regolando al tempo stesso le funzioni psicofisiche. Praticandola, è anche possibile rinforzare il processo che si intraprende nel raggiungimento degli obiettivi personali.

L’aspetto più importante è che il Training Autogeno può essere una vera e propria psicoterapia, dando la possibilità di accedere in via privilegiata alle parti più sane, ricche e profonde della persona. In questo caso rappresenta la base fondante della Psicoterapia Autogena. E’ evidente che l’aspetto psicoterapeutico può essere amministrato esclusivamente dallo psicoterapeuta e qualsiasi tentativo di autoterapia può rivelarsi inutile, se non addirittura pericoloso.

E’ possibile invece apprendere i sette esercizi del ciclo somatico per poi eseguirli in maniera autonoma:


Formulazione della Calma

Esercizio della Pesantezza

Esercizio del Calore

Esercizio del Cuore

Esercizio del Respiro

Esercizio del Plesso solare

Esercizio della Fronte fresca

 

Psicologa Psicoterapeuta – Ordine Psicologi del Lazio N° 2016

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