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Per apprendere il Training Autogeno non occorrono requisiti speciali: soltanto ciò che serve per accostarsi a qualsiasi metodo.

 

Il Training Autogeno è un metodo semplice da imparare e accessibile a tutti. Nonostante ciò, alcune persone lo abbandonano prima di averne completato il percorso di apprendimento, pur avendolo intrapreso con entusiasmo.

 

Per evitare delusioni, è bene cavere fin dall’inizio un’idea dei requisiti necessari perché l’apprendimento sia efficace.

Mi è capitato più volte di veder screditare il metodo con un semplicistico “con me non funziona”, quando in realtà non era stato accostato nel modo corretto.

Vediamo quali sono i requisiti necessari per imparare a praticare il Training Autogeno con soddisfazione e soprattutto per godere di tutti i vantaggi che questo metodo offre.


Motivazione: voglio davvero imparare a praticare il Training Autogeno?

 

La motivazione è alla base di qualsiasi apprendimento. Non possiamo imparare qualcosa che non ci interessa davvero.

Prima di accostarci al Training Autogeno è dunque indispensabile domandarci: è quello che voglio in questo momento della mia vita? E perché proprio il TA?

Nella mia pratica professionale, scoraggio chi mi chiede di iniziare un percorso solo “per provare”: partirebbe già in svantaggio.


Costanza e perseveranza: non cedere alla lusinga del tutto e subito

 


Uno dei errori più comuni di chi inizia a praticare il TA è pensare che basti poco tempo e poco impegno per raggiungere subito l’obiettivo.

Non è così. Per imparare il TA è necessario essere disponibili a dedicare ogni giorno un po’ di tempo alla pratica, con regolarità e costanza.

E’ evidente che questo vale per qualsiasi metodo si voglia apprendere seriamente: dalla Meditazione, alla Mindfulness, solo per fare qualche esempio.


Disciplina: semplice non vuol dire facile

 

Non è possibile imparare a nuotare andando in piscina una volta ogni tanto, quando se ne ha voglia. Occorre programmare allenamenti regolari e non scoraggiarsi se i risultati prefissati non arrivano subito.

Per imparare il Training Autogeno occorre allenarsi ogni giorno con orari il più possibile regolari, senza lasciarsi scoraggiare quando durante l’esercitazione “non accade nulla”: prima o poi qualcosa accadrà di sicuro.


Concentrazion
e passiva: un nuovo approccio mentale

 

L’approccio al TA richiede una mentalità nuova che si può riassumere in una frase: “Lascia accadere”. 

Si impara ad abbandonare qualunque attività volontaria, sia fisica che di pensiero, mentre  si contemplano passivamente le formule dell’esercizio e i loro effetti sul corpo.

La coscienza si fa spettatrice di quanto avviene all’interno del proprio sé.

All’inizio tpotrà sembrare complicato, perché la nostra cultura ci insegna a prediligere l’attività piuttosto che la passività, ma, sperimentandolo, si scoprirà quanto questo stato di coscienza sia benefico.

Per realizzare la concentrazione passiva è necessario abbandonare alcuni atteggiamenti tipici del nostro abituale approccio alle nuove attività: cercare la performance. “Mi è venuto bene?” non è la domanda da porsi alla fine di un esercizio, ma “che cosa ho sperimentato?”


Lasciar accadere: allentare il controllo
 

Essere troppo razionali non giova all’apprendimento del TA.

E’ utile una certa disciplina nell’allenamento quotidiano, ma, durante l’esercitazione devi evitare l’eccesso di controllo: ad esempio preoccuparsi del numero esatto delle ripetizioni delle formule, o chiederti “Avrò fatto bene?”.

L’esercitazione del TA non richiede di ottenere risultati, ma è semplicemente un’esperienza da vivere.


Evitare i supporti sonori:  il 
Training Autogeno  “si realizza da sé”

 

Il web è pieno di guide sonore che con voci suadenti invitano al rilassamento, magari con un sottofondo di suoni della natura o di musica new age: non è Training Autogeno!

Proprio perché si tratta di raggiungere uno stato mentale che si genera da sé, è necessario che non vi siano interferenze di sorta e che l’esercitazione possa avvenire nel silenzio.

Molti terapeuti, in studio, suggeriscono le parole delle formule mentre il paziente si esercita, ma si tratta di una dimostrazione didattica, solo per mostrare come si procede, poi l’allievo a casa proseguirà per proprio conto ad allenarsi in silenzio.

Chi inizia la pratica abituandosi al supporto sonoro, difficilmente riuscirà poi a realizzare il vero stato autogeno.


Ambiente appropriato: non ci si può allenare dappertutto

 

E’ necessario scegliere con cura l’ambiente dove allenarsi. Deve essere silenzioso, in penombra e il più possibile privo di elementi disturbanti.

Questa raccomandazione vale solo per il periodo dell’apprendimento: chi è ormai esperto può ricorrere al TA anche nelle circostanze difficili, basta pensare alla sala parto.

 

Scegliere il momento adatto

 

E’ consigliabile iniziare l’apprendimento del TA in un momento relativamente tranquillo della propria vita.

E’ molto difficile imparare a rilassarsi – in generale – quando si sta vivendo una situazione di ansia acuta.


Trovare un maestro: meglio evitare il fai da te

 

Esistono molti ottimi libri che indicano la strada da seguire per imparare il TA. Tuttavia, la presenza di un maestro che segue passo passo il percorso presenta dei vantaggi da non sottovalutare:

 

• Segnala per tempo errori da cui poi è difficile liberarsi;

 

• Rispetta i tempi dell’allievo e suggerisce la progressione degli esercizi in base a tali tempi;

 

• Personalizza il percorso sulla base delle esigenze individuali.


In conclusione

 

Accostiamoci al Training Autogeno con curiosità, ma seriamente.

 

Non ci sono formule magiche per imparare qualcosa di nuovo, e questo vale anche per il TA. 

 

Dedichiamo tempo e impegno all’allenamento e ne trarremo grandi soddisfazioni.

 

 

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Psicologa Psicoterapeuta – Ordine Psicologi del Lazio N° 2016