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Corso di Training Autogeno di base in studio

Insegno il Training Autogeno nel mio studio di Roma.

Il percorso prevede dalle otto alle dieci sedute.

Per scelta, conduco  corsi  individuali, in coppia, o in gruppi molto ristretti (massimo cinque persone).

Ritengo molto importante che ciascuno possa esprimersi in completa libertà e un gruppo troppo numeroso non lo consentirebbe.

Inoltre, nel percorso individuale, o in gruppi ristretti, posso rispettare i tempi di apprendimento, che sono diversi per ciascuna persona.

Le ragioni per cui le persone desiderano apprendere il TA sono varie: per conoscenza personale, per prevenire gli effetti dello stress e anche per affrontare difficoltà specifiche, come l’ansia, le malattie psicosomatiche, le fobie.

Si può utilizzare il metodo anche in contesti non clinici, per il miglioramento delle prestazioni sportive, dello studio e artistiche.

Quando serve, il Training Autogeno diventa parte integrante di un percorso di psicoterapia che si chiama appunto Psicoterapia autogena o bionomica.

 

 

 

Il percorso

 

 

Quando non ci sono particolari problemi e non è indicata la psicoterapia, dedico nove/dieci incontri all’apprendimento del TA, distribuiti nell’arco temporale di 3/6 mesi, a seconda delle risposte personali.

Come già detto, per apprendere correttamente il TA occorrono dai tre ai sei mesi di allenamento costante.

Il tempo tra un incontro e l’altro varia in base al ritmo individuale di apprendimento.

Tra un incontro e l’altro, visiono il Protocollo online e garantisco così un feedback costante dell’apprendimento.

 

 

Come si svolgono le sedute

 

 

La prima seduta è dedicata all’anamnesi, alla  conoscenza reciproca e alla illustrazione del metodo

Vengono anche definiti gli degli obiettivi del percorso.

Illustro come vanno eseguiti gli esercizi e come si redige il Protocollo.

Spiego infine il primo esercizio, la Formulazione della calma e lo faccio eseguire in mia presenza.

Nelle sedute successive, leggiamo assieme il Protocollo e lo commentiamo, per poi procedere con l’esercizio successivo.

Affrontiamo le eventuali difficoltà che possono verificarsi nella esecuzione degli esercizi.

Man mano che si approfondisce il percorso, emergono vissuti, immagini, riflessioni che sono oggetto delle nostre conversazioni e occasione di approfondimenti e di autoconoscenza.

Una volta appresi tutti gli esercizi, dedico le ultime due sedute alla Personalizzazione del percorso.

Elaboraiamo assieme le  formule specifiche,e adattiamo quanto appreso alle esigenze personali.

 

 

 

Quanto costa

 

 

Il costo di ciascuna seduta individuale è di 70 euro.

Per i gruppi, il costo di ciascuna seduta è di 30 euro.

Le sedute vengono fatturate come “prestazioni sanitarie”, deducibili dal fisco.

 

 

 

Come prenotare un incontro

 

 

 

Per ulteriori informazioni o per prenotare un incontro
Scrivere a info@patriziabelleri.it

Oppure telefonare al 339 1480 554.

In caso di mancata risposta, inviare un SMS o un messaggio con Whatsapp.

Oppure, compilare il modulo qui sotto.

 

 

 

Contatti

Per avere informazioni approfondite sul Training Autogeno, su tutte le consulenze e i corsi disponibili - in studio e online - sulla bibliografia, o semplicemente per uno scambio di esperienze, scrivi, oppure telefona

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Corsi di Training Autogeno online

Corso online Training Autogeno

  

Il Training Autogeno si presta molto bene a essere appreso a distanza. 

Proprio perché ‘Autogeno’ (che si genera da sé) non necessita della presenza fisica del terapeuta. 

L’esperienza di ciascun esercizio, infatti, va vissuta in proprio, senza interferenze esterne.

Tuttavia, per un corretto apprendimento è necessaria una guida esperta.

La guida del terapeuta serve a evitare errori nella esecuzione degli esercizi, errori che comprometterebbero l’utilità stessa del Training.

Serve inoltre a monitorare l’apprendimento e guidare la personalizzazione del percorso.

Con l’aiuto del terapeuta si possono elaborare formule specifiche per affrontare problematiche legate all’ansia e allo stress, oppure a modificare comportamenti indesiderati, ad esempio smettere di fumare.

Da diversi anni conduco Corsi online di Training Autogeno e l’esperienza è stata positiva per le tante persone che lo hanno appreso con soddisfazione.

In questo sito è disponibile una piattaforma per l’apprendimento a distanza: Corsi on line di Training Autogeno

I corsi disponibili sono interattivi: ciò significa che è possibile essere assistiti per tutta la durata del percorso di apprndimento, senza alcun limite di tempo. 

Incontri in audio video

Per chi desidera un percorso più personalizzato, è possibile usufruire di una serie di incontri in audio video.

Si programma un incontro per ciascun esercizio.

La prima parte dell’incontro serve per conoscere la situazione personale dell’allievo e le eventuali problematiche da affrontare.

La seconda parte è incentrata sul commento del Protocollo dell’esercizio svolto e la presentazione dell’esercizio successivo.

 

 Quanto costa

L’onorario per gli incontri su Skype è di 70 euro a seduta, fatturati come “prestazioni sanitarie”, pertanto deducibili fiscalmente.

Il pagamento può essere effettuato tramite PayPal, Carte di credito o bonifico bancario.

Come partecipare

E’ consigliato scrivere a info@patriziabelleri.it per iniziare a conoscerci.

Risponderò al più presto e si potrà iniziare il percorso, sulla base della modalità di partecipazione prescelta.

 

 

 

 

 

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Tecniche Autogene Superiori

Una volta che padroneggiamo il Training Autogeno di base e lo si pratichiamo regolarmente, possiamo approfondire il percorso con le tecniche autogene superiori.

Sono tecniche che consentono un approfondimento dell’autoconoscenza e della realizzazione personale.

Vediamo di che si tratta

La Desensibilizzazione autogena

Grazie alla  Desensibilizzazione autogena, possiamo intervenire su problemi specifici, ad esempio le fobie.

La base teorica del procedimento è assai simile a quel che avviene durante la trance ipnotica

Il terapeuta invita il paziente – in stato autogeno – a immaginare la situazione che teme, ad esempio parlare in pubblico o salire sull’aeroplano.

Mentre gli parla, lo stimola a produrre immagini mentali di intensità crescente di ansia.

Nello stesso tempo, pronuncia parole che aiutano ad abbassare il livello di ansia.

In questo modo si può ottenere una modificazione comportamentale duratura ed efficace.

Ogni volta che si verificherà la situazione temuta, il paziente ricorderà quanto vissuto in terapia: una sorta di ordine post ipnotico che gli permette di affrontare l’evento con calma e tranquillità. 

Il procedimento richiede alcune sedute e va proposto nell’ambito di una psicoterapia.

Il Training Autogeno Superiore (TAS)

E’ stato ideato da Schultz per approfondire il mondo interiore ed esplorare le parti più intime della persona.

Consta di sette Esperienze:

  • Il Colore personale
  • Il Prisma o lo Spettro
  • Gli Oggetti
  • I Concetti Astratti
  • Il Vissuto Personale
  • Le Persone
  • Il Dialogo con l’Inconscio

 

Il Percorso Autogeno Immaginativo

Anche questo percorso può essere proposto solo a chi ha già approfondito  il Training Autogeno di base e solo nell’ambito della psicoterapia, cioè con la supervisione di un terapeuta esperto.

La tecnica è stata ideata da L. Masi e consiste nel chiedere alla persona – in stato autogeno – di lasciar apparire agli occhi della mente una determinata immagine.

Il materiale immaginativo che emerge viene interpretato assieme al terapeuta e ha un alto valore sia diagnostico che terapeutico.

Come si svolge un percorso con le tecniche autogene superiori

Assieme al terapeuta, si personalizza il percorso in base alle esigenze personali e al grado di conoscenza del Training Autogeno di base. 

Quanto costa

Il costo di ciascuna seduta è di 70 euro, fatturate come “prestazioni sanitarie”.

Per ulteriori informazioni o per prenotare un incontro:

Scrivere a info@patriziabelleri.it

oppure

Telefonare al 339.1480.554 In caso di mancata risposta, lasciare un messaggio in segreteria, oppure inviare un SMS o un messaggio su Whatsapp.

Training Autogeno Respiratorio (RAT)

Con il Training Autogeno Respiratorio si vivono meglio i mesi della gravidanza e si partorisce serenamente con meno dolore.

In gravidanza il Training Autogeno si utilizza nella preparazione alla nascita, come evento fisiologico da vivere con serenità, e anche una festa, un momento forte nella vita della coppia.

In questo caso si utilizza il Training Autogeno Respiratorio (RAT)

Mi rivolgo alla coppia,  chiedendo espressamente che il futuro padre sia presente agli incontri e, se possibile, anche al parto.

Ritengo che non solo il parto, ma la gravidanza prima e l’inserimento del bambino nel nuovo sistema, dopo, sono momenti di grande importanza e, se vengono ben affrontati, è possibile prevenire tanti problemi che spesso affiorano dopo la maternità (depressione, cattiva percezione dello schema corporeo da parte della donna, difficoltà di coppia, solo per citarne alcuni).

Il metodo  RAT si articola in sette sedute, ciascuna ripartita in due momenti distinti. Nella prima parte dell’incontro vengono fornite informazioni circa i meccanismi fisiologici e psicologici del dolore, la gravidanza, il parto, il puerperio.

Si parte infatti dal presupposto che ciò che non si conosce ingenera ansia e paura e che la paura è il primo anello della catena paura – tensione – dolore.

Nella seconda parte dell’incontro si insegna la tecnica del RAT.

Attraverso una progressione di esercizi la gestante impara un tipo di rilassamento che investe sia la sfera fisica che quella psichica e di cui può giovarsi già in gravidanza.

Tale rilassamento verrà utilizzato durante il travaglio e il parto per renderne l’espletamento più rapido e meno doloroso.

E’ provato che la madre ben rilassata aiuta il suo bambino a nascere con minor trauma rispetto a quella tesa e spaventata.

Non ultimo, il fatto di apprendere una tecnica che può essere utilizzata in proprio, anche in assenza dell’operatore, dà alla futura madre un’autonomia e un senso di padronanza di sé nel momento in cui pone le basi del rapporto che la legherà al proprio figlio.

Quanto costa

Il costo di ciascuna seduta è di 70 euro, fatturate come “prestazioni sanitarie”.

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Il Training Autogeno in Psicoterapia

La Psicoterapia autogena si basa sul TA e da questo metodo prende il nome. Sostiene la persona nel suo percorso di autorealizzazione.

E’ conosciuta anche come Psicoterapia bionomica, da Bios, vita e Nomos, legge.  

Secondo le leggi della vita, ciascuna persona è unica e ha un suo personale piano di vita che gli consente di autorealizzarsi.

Il Training Autogeno, infatti, non è solo una tecnica di rilassamento assai valida, ma con la guida dello psicoterapeuta, può costituire la base di una psicoterapia breve molto efficace.

Il percorso terapeutico inizia con l’apprendimento del TA e porta in breve tempo ad una iniziale sedazione dell’ansia generalizzata e degli eventuali sintomi a questa correlati.

A questa prima fase di sedazione emotiva, segue una successiva di normalizzazione neurovegetativa: migliorano tutte le funzioni dell’organismo.

Ciò comporta maggior sicurezza e fiducia in se stessi e motivazione a proseguire nel percorso terapeutico.

In molti casi, già a questo punto migliorano i sintomi che hanno portato alla richiesta di intervento.

Successivamente è possibile proseguire nella terapia tramite l’elaborazione di formule specifiche dirette al sintomo somatico (le cosiddette formule d’organo) e comportamentale (formule di proponimento). 

E’ possibile anche intervenire su sintomi specifici, ad esempio le fobie, con una tecnica detta desensibilizzazione autogena

Quanto costa

Il costo di ciascuna seduta è di 70 euro, fatturate come “prestazioni sanitarie”.

Per ulteriori informazioni o per prenotare un incontro:

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Il Training Autogeno in contesti non clinici

Lo sport, lo studio e l’espressione artistica si giovano del Training Autogeno grazie al miglioramento della concentrazione  e delle prestazioni.

I contesti non clinici in cui il TA è di grande aiuto sono, tra gli altri: Preparazione sportiva La pratica costante del TA migliora la concentrazione e aiuta a gestire l’ansia da prestazione. Una volta appreso il metodo, si impara a utilizzarlo nella preparazione atletica e soprattutto al momento della gara. Per studiare

Il TA migliora la concentrazione, aiutando a sfruttare meglio il tempo dedicato allo studio.

Si impara a apprendere con più facilità e,  diminuendo l’ansia da prestazione,  migliora il rendimento durante le interrogazioni e gli esami.

Prestazioni Artistiche    Molti artisti si giovano del TA per migliorare la concentrazione e di conseguenza le prestazioni. Inoltre, grazie al metodo, si accede facilmente e in maniera molto naturale al proprio condo emotivo con ricadute molto positive sulla creatività.

Quanto costa

Il costo di ciascuna seduta è di 70 euro, fatturate come “prestazioni sanitarie”.

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Consulenze bibliografiche

Nei molti anni di lavoro con il Training Autogeno, ho archiviato una notevole mole di documenti: libri, articoli di riviste cartacee e online, siti dedicati.

Ho inoltre accesso alle più autorevole Banche dati internazionali.

Su richiesta, metto a disposizione il mio archivio, o interrogo le Banche dati,  per percorsi bibliografici personalizzati, utili per tesi di laurea, articoli specialistici, o per approfondire problematiche specifiche.

Per  informazioni:

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Domande sul Percorso di apprendimento del TA

Che cosa posso aspettarmi dal percorso di apprendimento del Training Autogeno?

E’ possibile acquisire una conoscenza generale della teoria del Training Autogeno.
Se si vuole approfondire tale conoscenza teorica, è possibile accedere alla bibliografia del corso.
E’ anche possibile apprendere ad eseguire correttamente i sette esercizi del ciclo Somatico.
Per questo è necessario attenersi al programma e ai suggerimenti dati, nonché inviare regolarmente il protocollo per avere un monitoraggio del proprio apprendimento.
Alla fine del Percorso di apprendimento, si può personalizzare il TA adattandolo alle proprie esigenze personali.
In tutte le fasi del Percorso di può interagire con la Terapeuta attraverso varie modalità.

Ci sono persone che apprendono il Training Autogeno meglio di altre?

Le persone veramente motivate apprendono con più facilità: la motivazione, come per qualsiasi apprendimento, è la condizione indispensabile per ottenere risultati.
E’ necessaria anche la regolarità nell’allenamento: solo praticando costantemente ogni giorni si può apprendere il TA.
Detto questo, va da sé che le persone che hanno una certa disciplina sono candidate ad avere maggiori soddisfazioni con il TA.
Infine, è di aiuto avere una mente fantasiosa, creativa, sensibile ai colori, alla musica, all’arte.

Ci sono persone per le quali il TA non è indicato?

Il TA non ha contro-indicazioni, ma qualche non indicazione. In altre parole, non può essere nocivo, ma in alcuni casi non è di aiuto. Ad esempio nei casi di psicosi, nelle depressioni molto gravi, nelle nevrosi ossessive. In quest’ultimo caso, è meglio non proporlo per evitare che l’esercitazione stessa diventi un rituale nevrotico.
A chi richiede di partecipare al corso viene richiesta la compilazione di un questionario, proprio per valutare se ci sono ostacoli a un buon apprendimento della tecnica.

Ci sono tecniche più semplici da imparare?

Sì, certamente.
E’ possibile contrastare efficacemente lo stress in molti modi, anche con la regolare attività fisica. Il TA richiede una certa motivazione, e agisce più profondamente anche sugli aspetti psicologici della persona.

Durante il percorso di apprendimento, è consigliabile leggere libri sul TA?

No. Sarebbe meglio vivere l’esperienza affidandosi al proprio sentire, senza interferenze di natura razionale.
In seguito, naturalmente, è utile approfondire, leggendo i numerosi testi disponibili sul TA
L’elenco dei libri più diffusi è consultabile in questo sito.
Possono anche essere richiesti ulteriori approfondimenti e percorsi di bibliografia ragionata.

 

Ho problemi di natura psicologica, posso risolverli seguendo questo corso?

No. Questo corso non può in alcun modo essere considerato un’esperienza di counseling psicologico, né di psicoterapia. In presenza di problemi è necessario rivolgersi a uno psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi e abilitato all’esercizio della Psicoterapia.

Non ho particolari problemi: perché dovrei apprendere il Training Autogeno?

Perché è un metodo assai efficace per la prevenzione degli effetti negativi dello stress.
Tutti, chi più chi meno, conduciamo una vita poco regolare, con ritmi troppo veloci rispetto alle nostre esigenze naturali.
La pratica regolare del TA può normalizzare tutte le funzioni corporee, che spesso sono disturbate dallo stress, dalla tensione, dalla stanchezza eccessiva.

Quando avrò finito il corso, dovrò continuare ad allenarmi regolarmente?

E’ utile, ma non strettamente necessario.
Si può paragonare l’allenamento al TA all’allenamento di una disciplina sportiva. Per imparare a nuotare, ad esempio, è necessario applicarsi con metodo per un certo periodo. In seguito si può nuotare per diletto o per necessità, ma è senz’altro utile nuotare regolarmente.

Quanto dura, complessivamente, l'apprendimento dell'intero ciclo di esercizi di base?

Non è possibile dare una risposta univoca. Dipende dalla disposizione personale e dal tempo che si dedica all’allenamento.
Di norma, si possono riscontrare i primi benefici dalla tecnica in tre o quattro mesi e padroneggiarla perfettamente in sei mesi.

Tutti possono apprendere il TA?

Sì, l’apprendimento del TA è accessibile a tutti.
Ci sono tuttavia alcune caratteristiche personali che rendono l’apprendimento più facile. Tra queste, la fantasia, il senso artistico, la capacità di immaginare.
E’ inoltre indispensabile una certa disciplina, per eseguire con costanza e regolarità le esercitazioni.

Sono uno psicologo. Seguendo questo corso posso applicare il metodo con i miei pazienti?

Come per tutti i metodi, è indispensabile aver sperimentato il TA su di sé prima di proporlo ai pazienti.
Una volta padroneggiato, si può utilizzare nei propri percorsi professionali, tenendo presenti le norme deontologiche e tecniche che regolano il rapporto con il paziente.
Va comunque precisato che questo non è un corso di formazione, né si rilasciano attestati.

Come si svolgono gli esercizi

Condizioni preliminari. Che cosa fare prima di iniziare ad allenarsi.

All’inizio dell’apprendimento è opportuno svolgere gli esercizi nella situazione fisica e ambientale più favorevole. Dopo un congruo periodo di allenamento si può eseguire il TA in qualsiasi luogo e in qualsiasi circostanza (basti pensare alla sala parto!).

E’ utile seguire questi accorgimenti:

La stanza in cui si esegue l’esercizio dovrebbe essere silenziosa e in penombra.

La temperatura dovrebbe essere ideale: né troppo caldo, né troppo freddo. E’ consigliata una coperta d’inverno e una stanza fresca l’estate.

E’ opportuno che l’abbigliamento sia comodo, senza costrizioni.

La posizione deve essere rilassata: verificare che non si avvertano tensioni, soprattutto a livello cervicale.

Le condizioni fisiologiche devono essere neutre. Non si dovrebbero avere sensazioni di fastidio (bisogni fisiologici non soddisfatti, ad esempio, ma anche semplicemente non aver soffiato il naso).

E’ consigliabile spegnere il telefono.

Posizioni

Le tre posizioni principali: supina, in poltrona e del cocchiere.

 

Posizioni Training Autogeno

La tavola è stata creata dal Maestro Stelvio Beraldo, recentemente scomparso, che me ne ha gentilmente consentito la riproduzione.

Le posizioni suggerite per eseguire correttamente il Training sono tre: supina, in poltrona e, come la definì Schultz “del cocchiere a cassetta” o “del Pensatore di Rodin”, in riferimento alla celebre scultura.

La posizione supina è quella più raccomandata poiché è la più naturale. E’ molto simile alla antichissima “posizione del morto” nello yoga. Consiste nello stare stesi con le gambe e le braccia leggermente divaricate e un buon sostegno cervicale. Di solito il sostegno migliore è il cuscino con cui abitualmente si dorme.

La seconda posizione necessita di una poltrona che sostenga la nuca e che permetta di stendere completamente la gambe. Le braccia devono essere sostenute dai braccioli per l’intera estensione.

La terza posizione deve il nome al fatto che Schultz notava che i cocchieri della Berlino del tempo si addormentavano a cassetta tra una corsa e l’altra. Ne dedusse … che doveva essere comoda! Si tratta di star seduti su uno sgabello, le mani appoggiate alle cosce e la testa morbidamente sospesa in avanti. Ricorda vagamente la scultura di Rodin “Il Pensatore”, tanto che è anche conosciuta anche come “posizione del pensatore di Rodin”.

 

Rodin Il Pensatore

Rodin Il Pensatore

Non è la migliore: decisamente sconsigliata a chi soffre di pressione bassa, va considerata una posizione d’emergenza per eseguire il Training fuori casa.

Wallnöfer ne suggerisce anche altre:

La posizione del re
La poltrona del nonno
La posizione alla scrivania
Posizione seduti, appoggiati al muro

Come già detto, quella supina è da preferire, ma è utile provarle tutte e trovare quella più adatta.

Una volta acquisita una buona posizione, l’esercizio del TA prevede la ripetizione mentale di formule specifiche, una per ciascun esercizio.

Come si svolgono in pratica gli esercizi di Training Autogeno

L’esercizio di TA si svolge così:

Si assumere una buona posizione. Prima di iniziare l’esercizio vero e proprio, occorre verificare che non vi siano tensioni muscolari e che tutti i muscoli siano il più possibile rilasciati. Importante è verificare che non vi siano tensioni al collo e alla nuca. Eventualmente, sistemare meglio il cuscino fino a quando non ci si sente pienamente a proprio agio.

Si chiudono gli occhi. Gli esercizi di Training Autogeno di svolgono con gli occhi chiusi.
Dopo aver trovato la posizione ideale, quando non si avvertono tensioni muscolari, si chiudono gli occhi.
La chiusura degli occhi permette un isolamento dal mondo esterno e facilita l’immersione nel proprio mondo interiore. Favorisce inoltre il rilassamento, tanto è vero che se durante l’EEG il paziente fino a quel momento rilassato, apre gli occhi all’improvviso, le onde alpha, che indicano la distensione psichica, scompaiono.

La raccomandazione di chiudere gli occhi vale per il periodo di apprendimento. Quando si è esperti non è più necessario, tuttavia è sempre più gradevole eseguire il TA a occhi chiusi.

Nota. Alcune persone hanno difficoltà a chiudere gli occhi, avvertono un senso di ansia, o di claustrofobia. In questi casi, è meglio non forzarsi. Si eseguire l’esercizio fissando in punto privo di stimoli visivi, ad esempio una parete vuota. Molto probabilmente gli occhi si chiuderanno spontaneamente, in tal caso se ne asseconda la chiusura.

Si ripetere mentalmente la formula relativa all’esercizio stesso. Importante è che ogni parola della formula venga pensata durante l’espirazione, rimanendo poi in “silenzio mentale” durante l’inspirazione. A ogni parola corrisponde un atto respiratorio. Ad esempio, alla formula della calma vanno dedicati quattro atti respiratori: calmo/a – sereno/a – piacevolmente – rilassato/a.

Nota importante: il respiro non deve essere modificato in alcun modo, con le parole se ne segue il ritmo spontaneo. La ripetizione delle formule è importante e si ispira ai principi generali della psicologia dell’apprendimento. Ripetere mentalmente una frase significativa e “musicalmente” gradevole conduce, dopo svariate ripetizioni, a esperire la sensazione indicata dalla frase (ad esempio, mano pesante) secondo il principio già accennato dell’ideoplasia.

Si esegue la RIPRESA. Nota importante: la Ripresa va eseguita solo quando ci si deve alzare e proseguire con le attvità della giornata. Non va eseguita, invece, quando si intende dormire.

Quanto deve durare un esercizio

All’inizio dell’allenamento, la durata di ciascuna esercitazione deve essere breve: circa tre minuti. La ragione è che è difficile, per il principiante, mantenere lo stato di concentrazione passiva per un tempo più lungo.
Successivamente, la durata si prolunga e alcune persone mantengono la concentrazione passiva anche per mezz’ora e più.
L’importante è non essere rigidi e seguire le proprie inclinazioni personali.

La rappresentazione mentale della formula: tipi uditivi e tipi visivi.

La formula, di norma, viene ripetuta mentalmente, ma alcune persone preferiscono rappresentarsela visivamente.
Infatti, vi sono persone prevalentemente uditive, altre prevalentemente visive.

E’ utile stabilire a che tipo si appartiene per poter scegliere il modo più efficace di rappresentarsi mentalmente la formula di ciascun esercizio.

Ciascuno di noi, infatti, predilige un approccio alla realtà rispetto all’altro, e utilizza in prevalenza tale approccio anche nell’apprendimento.

Il tipo uditivo privilegia l’udito, gli rimangono impressi facilmente i suoni e i toni di voce delle persone e impara più facilmente ascoltando che leggendo.

Il tipo visivo tende ad accostarsi alla realtà percependone innanzi tutto le immagini e il suo apprendimento procede attraverso la cosiddetta “memoria visiva”, tipica ad esempio di chi ricorda visivamente la pagina del libro.

Anche nel linguaggio comune, il tipo uditivo tende ad utilizzare spesso metafore uditive: “questo termine mi suona bene”, mentre il tipo visivo utilizza termini e metafore visivi: “ti è chiaro il concetto?”.

La ripetizione mentale di una formula ha precedenti non solo nelle discipline orientali, ma anche nella mistica cristiana. Mistici come San Giovanni della Croce e Santa Teresa d’Avila raccomandano nei loro scritti di pensare alla parola della preghiera in espirazione e meditare sul suo contenuto durante l’inspirazione. Con questo metodo raggiungevano lo stato di estasi, che dal punto di vista neurofisiologico, può a tutti gli effetti essere considerato uno stato alterato di coscienza.

Bernini L'estasi di Santa Teresa

Bernini L’estasi di Santa Teresa

Alcuni studiosi di TA hanno notato che nel gruppo marmoreo di Bernini, L’estasi di Santa Teresa, l’espressione del volto della Santa e l’abbandono del corpo fanno pensare al rilasciamento muscolare tipico dello stato autogeno.

Domande sull’esecuzione degli esercizi

 

All’inizio dell’allenamento con il Training Autogeno sorgono molte domande su come debbano essere effettuati gli esercizi.

Ho elencato quelle che mi vengono poste più di frequente, cercando di dare una risposta chiara per ciascuna.

Chi desidera  pormi altre domande, non comprese in questo elenco, può scrivermi.

C’è una posizione da preferire rispetto alle altre?

La posizione distesa a letto è di norma la più comoda.

E’ molto consigliabile anche la posizione in poltrona, purché si disponga di una poltrona adeguata, in grado di garantire un sostegno lungo tutta la colonna, la testa ben appoggiata, la colonna cervicale sostenuta, le gambe sostenute fino ai piedi. 

Le cosiddette poltrone relax, con possibilità di allungare le gambe sono l’ideale. Non è molto comoda, invece la posizione “del cocchiere a cassetta”. Per gli ipotesi è decisamente sconsigliata.

C’è un modo per capire se la posizione che ho assunto è corretta?

Quando non si avvertono tensioni al collo, alla nuca, alle spalle, alla parte cervicale della colonna, la posizione è corretta.

Che cosa posso fare se pensieri disturbanti mi distraggono durante l’esecuzione dell’esercizio?

Non si deve fare nulla. Nel pieno spirito dell’autogenìa, è il caso di lasciar fluire i pensieri e attendere passivamente che se ne vadano da sé.

Man mano che si procede nell’allenamento, il fenomeno tenderà a scomparire.

Ci sono orari più indicati di altri per eseguire gli esercizi?

L’ideale sarebbe eseguire gli esercizi la mattina al risveglio, dopo pranzo e la sera, prima di dormire.

Mentre ripeto mentalmente le formule, temo di perdere il conteggio delle ripetizioni, come posso fare per non sbagliarmi?

Il numero delle ripetizioni è puramente indicativo.

E’ bene lasciar andare la mente e non concentrarsi sul conteggio delle ripetizioni.

Non ha alcuna importanza se la formula viene ripetuta qualche volta in più o in meno.

Come faccio a sapere quando è il momento di passare all’esercizio successivo?

Conviene concordare con il terapeuta tale decisione.

Di norma, si suggerisce di passare all’esercizio successivo quando i vissuti dell’esercizio su cui ci si sta esercitando vengono sperimentati con un certo automatismo.

Ad esempio, quando – al solo evocare parola ‘pesante’ – si avverte la sensazione di pesantezza, è il momento giusto per passare all’esercizio del Calore.

Devo sempre eseguire tutti gli esercizi ogni volta?

Sì, ad ogni esercitazione si esegue l’intera sequenza degli esercizi appresi fino a quel momento.

Si inizia con la Calma, poi con Calma + Pesantezza, poi Calma + Pesantezza + Calore e così via, fino alla fine.

Dopo la fine dell’esercizio, mi “dispiace” smettere. Posso prolungarlo?

No. L’esercizio deve concludersi alla fine delle ripetizioni delle formule. Cercare di prolungarlo sarebbe inutile ai fini dell’apprendimento e porterebbe a “diluire” lo stato di concentrazione passiva.  Inevitabilmente, pensieri di vario genere inizierebbero a occupare la mente, distogliendo dallo stato autogeno.

Se se ne ha la possibilità, si può eseguire  la ripresa e rimanere comodamente distesi nel letto per un po’ di tempo ancora, prima di alzarsi.

Esiste il pericolo di non “risvegliarsi” dall’esercizio, o di perdere il controllo di sé?

Né l’uno né l’altro timore sono fondati.

Ci si può addormentare durante l’esercizio e poi risvegliarsi regolarmente.

Non vi è alcuna possibilità, nemmeno remota, di perdere il controllo.

In qualsiasi momento l’esercizio può essere interrotto volontariamente.

E’ necessario esercitarsi sempre tre volte al giorno?

E’ il percorso di apprendimento ideale e più proficuo.

Se non è possibile, si può procedere con due esercitazioni giornaliere e magari portarle a tre nel fine settimana, quando si ha più tempo a disposizione.

E’ utile che le esercitazioni avvengano sempre alla stessa ora?

Sì. Il Training Autogeno, infatti, segue le leggi dell’apprendimento e la ripetizione puntuale dell’esercitazione favorisce l’apprendimento.

La mattina vado al lavoro in automobile: rischio di avere sonnolenza mentre guido se eseguo l’esercizio prima di uscire?

No. Una delle peculiarità del Training Autogeno è quella di provocare rilassamento quando serve, ma anche migliorare il tono generale.

La mattina bisogna curare particolarmente la ripresa, con movimenti energici delle braccia e delle gambe per dare tono.

Lavoro lontano da casa e non torno per il pranzo. Come posso eseguire ugualmente l’esercizio di metà giornata?

Se si dispone di un ambiente tranquillo, si può provare al fare il Training nella posizione del cocchiere a cassetta, magari in ufficio se non c’è nessuno.

Vale quanto detto sopra per questa posizione: è sconsigliata agli ipotesi.

Non sarebbe meglio se la voce del terapeuta – anche registrata – ripetesse le formule durante l’esecuzione del TA?

No. La voce del terapeuta crea una eterosuggestione che nulla ha a che vedere con il processo di creazione dello stato autogeno.

Lo stesso vale per la propria stessa voce registrata. Shultz, a tal proposito scrive:

“possiamo affermare che per realizzare un autentico esercizio autogeno è indispensabile che la concentrazione psichica possa avvenire nel silenzio più assoluto; qualsiasi accompagnamento sonoro, da parte di un medico o per mezzo di dischi, trasforma la seduta in una ipnotizzazione eteroindotta e pertanto questa altro non sarebbe che una seduta eterogena di vecchio stile.” (I.H. Schultz, Il Training Autogeno, Esercizi Inferiori, Milano, Feltrinelli, p.47).    

Alcuni terapeuti usano ripetere al paziente le formule a scopo didattico, per indicare  come procedere, con la raccomandazione di proseguire in proprio.

La registrazione audio ha uno svantaggio in più rispetto alla voce del terapeuta in studio.

E’ standard, mentre dal vivo il terapeuta modula le sue parole a seconda del ritmo del respiro e di altri segnali da parte dell’allievo.

Quanto tempo deve durare una esercitazione?

All’incirca tre minuti all’inizio, con la Formulazione della Calma.

La durata dell’esercitazione aumenta man mano che si aggiungono gli esercizi successivi, per arrivare a dieci/venti minuti, circa.

Se eseguo l’esercizio la mattina al risveglio, ho la tendenza a riaddormentarmi, con il rischio di far tardi al lavoro. Come mi conviene procedere?

Conviene alzarsi, lavarsi, fare colazione e tornare momentaneamente a letto per eseguire l’esercizio.

Se eseguo l’esercizio la sera prima di addormentarmi, devo eseguire la ripresa alla fine?

No, finito l’esercizio ci si lascia scivolare nel sonno.

Naturalmente, se lo si desidera, si può cambiare posizione, assumendo quella preferita per dormire.

Se invece si desidera rialzarsi, oppure trascorrere un po’ di tempo a leggere, si deve eseguire la ripresa.

Sarebbe comunque meglio che l’esercizio della sera precedesse direttamente il sonno.

C’è un cuscino particolarmente indicato per eseguire gli esercizi di TA?

l cuscino migliore è quello con cui abitualmente si dorme.

Si possono inserire due piccoli cuscini sotto i gomiti se si avvertono tensioni alle braccia. Vanno bene anche asciugamani arrotolati.

Eseguo l’esercizio a letto. Devo coprirmi?

Durante l’esecuzione del Training non si deve avvertire né caldo né freddo.

Una coperta d’inverno è consigliata, facendo attenzione che non pesi sulla punta dei piedi impedendo il rilasciamento degli stessi.

Quando l’ambiente esterno è molto caldo, devo eseguire ugualmente l’esercizio del calore?

No, quando l’ambiente esterno è molto caldo è bene sospendere l’esercizio del Calore.