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L’esercizio del calore e’ il secondo dei due che Schultz considerava fondamentali.

Si chiamano fondamentali non nel senso che gli altri siano meno importanti, ma perché la corretta esecuzione consente il raggiungimento dello stato autogeno.

Con l’esercizio della pesantezza si è in grado di realizzare distensione e rilassamento dei muscoli striati, quelli che presiedono ai movimenti volontari. Con l’esercizio del calore, la distensione si estende al sistema vascolare, che è regolato da muscolatura liscia. Il meccanismo dell’ideoplasia si manifesta in questo caso provocando una dilatazione dei vasi sanguigni. Questo determina un afflusso di sangue nella periferia corporea, ad iniziare dalle estremità, per poi estendersi gradualmente, per generalizzazione, al resto del corpo.

Se la pesantezza va letta psicologicamente come il risultato di una buona distensione psichica, la lettura psicologica del calore è la sensazione di un flusso vitale, del riappropriarsi della propria vita.

Nel linguaggio comune, il calore è spesso associato a immagini positive: un caldo abbraccio, un caloroso saluto, una persona calda e affettuosa, il calore umano.

Secondo Schultz:

Lo stabilirsi di una sensazione di calore, dapprima localizzata in seguito sempre più diffusa , è suscettibile di provocare un effetto calmante paragonabile a quello che si prova durante l’addormentamento.

Alla sensazione di calore percepita durante l’esercizio corrisponde una reale modificazione corporea, la vasodilatazione, constatabile strumentalmente: la temperatura corporea superficiale sale, mediamente di 1 grado centigrado, fino a 3 gradi con l’allenamento, mentre decresce quella interna; la curva di reattività galvanica tende a decrescere all’inizio per poi livellarsi successivamente.

Il vissuto del calore ha risvolti psicologici assai positivi. Molte persone riferiscono la sensazione di sentire “il sangue che scorre nelle vene” o di un “flusso vitale” che percorre tutto il corpo. Queste sensazioni sono percepite come benefiche e stimolanti e non c’è da meravigliarsene: da sempre l’uomo ha associato al calore ciò che è vitale, gioioso, in sintonia con l’ambiente. Si pensi alle frasi del dire comune: “temperamento caldo”, “caldo abbraccio”, o al contrario “persona fredda”, “cuore freddo”.Statisticamente si nota che con l’esercizio del calore aumenta l’effetto calmante e rilassante del TA.

Curiosità

Schultz, nel suo “Das Autogene Training”, scrive:

Ricordo, ad esempio, il caso di un noto atleta che ormai da tre anni praticava la mia tecnica allo scopo di migliorare le proprie prestazioni; accadde che, in montagna, fu un giorno, con alcuni compagni, travolto da una slavina; furono tutti costretti a permanere per molte ore sotto la neve, a circa 30 gradi sotto zero; egli, ad intervalli distanziati di pochi minuti, praticava l’esercizio di concentrazione psichica cercando di indurre calore alle orecchie, al naso, alle dita della mani e dei piedi; di tutto quel gruppo di escursionisti fu l’unico a poter così difendersi dalle conseguenze del freddo e fu l’unico a non riportare lesioni da congelamento.

Il procedimento è sostanzialmente analogo all’esercizio precedente: si utilizzano le formule che indicano il vissuto del calore, incominciando, come sempre, dalla mano strumentale. Dunque: mano destra calda, mano sinistra calda, piede destro caldo, piede sinistro caldo. Come già è stato per la pesantezza, ci si aspetta che il fenomeno si estenda per generalizzazione a tutto il corpo. Appena si avverte bene il calore alla mano destra si passa alla sinistra e così via, rispettando i tempi e i ritmi personali.

Che cosa fare se si incontra difficoltà a percepire il calore?

Allinizio dell’allenamento, è utile verificare di non avere ma mani e piedi troppo freddi. E’ bene indossare abiti caldi d’inverno e coprirsi con una coperta calda ma leggera, che non pesi sui piedi. Eventualmente, si possono immergere mani e piedi sotto l’acqua calda prima di iniziare l’esercitazione.

Le scariche autogene

Durante l’esecuzione degli esercizi di TA si possono verificare fenomeni apparentemente disturbanti, le scariche autogene. Si tratta di automatismi che hanno aspetti imprevedibili e inaspettati e che interessano vari canali psicosomatici.

Si verificherebbero in virtù di meccanismi autoregolatori del sistema nervoso, probabilmente dovuti a un allentamento del controllo che i centri corticali normalmente esercitano su quelli sub corticali, producendo una sorta di liberazione delle tensioni.

Il loro effetto pertanto è benefico. Le scariche variano a seconda del distretto corporeo interessato: ad esempio si manifestano sotto forma di scosse muscolari, sensazioni di asimmetria o perdita dell’orientamento spaziale durante l’esercizio della pesantezza.

Mentre si effettua l’esercizio del calore, le scariche autogene possono verificarsi in maniera differente: ad esempio, sensazione di rigonfiamento degli arti, prurito, torpore.

Riassumendo:

calmo/a sereno/a piacevolmente rilassato/a
(fino ad arrivare a semplicemente “calmo/a”)
mano destra pesante
mano sinistra pesante
mani pesanti
piede destro pesante
piede sinistro pesante
piedi pesanti
(fino ad arrivare a semplicemente “pesante”)
mano destra calda
mano sinistra calda
mani calde
piede destro caldo
piede sinistro caldo
piedi caldi
(fino ad arrivare a semplicemente “caldo/a”)
ripresa

 

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