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L’esercizio del cuore e’ il primo di quelli che Schultz definiva complementari: dopo aver preso consapevolezza dei muscoli scheletrici (esercizio della pesantezza) e del sistema vascolare (esercizio del calore) adesso si tratta di “scoprire” il proprio vissuto cardiaco, assistendo al fenomeno come spettatore passivo.

In realtà, una volta arrivati a questo punto della sequenza degli esercizi, il cuore ha già assunto in maniera del tutto spontanea un andamento calmo e regolare. Si tratta adesso di prenderne consapevolezza, di “sentirlo” battere. Di solito, non siamo abituati a prestare attenzione al ritmo del nostro cuore, se non quando è agitato, o comunque irregolare, causa-conseguenza di uno stato ansioso. Con questo esercizio si apprende, invece, a lasciarsi cullare dal ritmo regolare del proprio cuore, a percepirlo come qualcosa di sano, di non minaccioso.

Le formule consigliate sono:

cuore calmo

Oppure:

cuore calmo e regolare

E’ bene precisare che, con l’esecuzione di questo esercizio, non si intende modificare in alcun modo l’andamento del ritmo cardiaco. Al contrario, si favorisce una delle funzioni essenziali del Training Autogeno: facilitare la predisposizione naturale dell’organismo all’autoregolazione delle proprie funzioni.

Come già si è detto per gli esercizi precedenti, si procede ripetendo mentalmente la parola della formula durante l’espirazione e si rimane in “silenzio” mentale durante l’inspirazione. Non si deve forzare il ritmo del respiro, ma adeguarsi al suo naturale fluire. Si consiglia la ripetizione dell’esercizio del cuore per circa sei volte, riducendo i precedenti a tre volte.

Riassumendo:

calmo/a, sereno/a, piacevolmente, rilassato/a

(oppure “calmo/a”)

mani pesanti

gambe pesanti

(oppure “pesante”)

mani calde

gambe calde

(oppure “caldo/a”)

cuore calmo e regolare

ripresa

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