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L’esercizio del respiro consiste sostanzialmente nel porsi in una situazione di spettatore passivo del proprio respiro.

Già durante lo svolgimento dei primi esercizi si instaura un importante mutamento del ritmo: la curva respiratoria, infatti, si normalizza in seguito alla distensione prodotta da Calma, Pesantezza e Calore. In questa nuova fase, pertanto, si tratta di prendere consapevolezza di un fenomeno che si è già realizzato spontaneamente e di renderlo ancora più intenso.
Ecco come Schultz descrive, con chiarezza e semplicità, il modo di porsi rispetto a questa fase del training:
Invitiamo chi svolge gli esercizi a lasciare a se stesso il ritmo respiratorio, evitando ogni influenza intenzionale su di esso; se per caso subentrassero spontaneamente alterazioni nel ritmo respiratorio consigliamo al soggetto di non occuparsene nel modo più assoluto” (Das autogene Training).

Le formule consigliate sono:

il mio respiro è calmo e regolare

oppure, per sottolineare l’autonomia del ritmo:

il mio corpo respira

oppure:

il respiro mi respira

oppure, semplicemente:

mi respira

Quest’ultima formula, benché non corretta grammaticalmente, possiede un suono e un impatto semantico che la rende molto efficace. Sulla base della mia esperienza, la ritengo la migliore.
Gli effetti dell’esercizio del respiro sono sorprendenti. Innanzi tutto, si approfondisce in maniera rilevante il rilassamento generale. Si ha l’impressione che la massa pesante e calda del corpo respiri da sola, in autonomia rispetto ad un Io cosciente che si fa sempre più passivo e distaccato. La commutazione autogena, pertanto, si realizza in maniera più profonda ed efficace.
L’esercizio del respiro richiama nella sostanza vissuti analoghi propri di tecniche yoga e di meditazione trascendentale. Se ne discosta, ovviamente, in quanto il TA è privo dei contenuti religiosi e meditativi tipici di tali tecniche ed è incentrato su vissuti somatici e psicologici.
L’esercizio del Respiro non produce di per sé scariche autogene tipiche, pertanto, le eventuali scariche sono dovute agli effetti degli esercizi precedenti.

E’ il caso di sottolineare che spesso l’esecuzione dell’esercizio del Respiro produce l’approfondimento della sensazione del Calore, quando tale sensazione non sia stata ancora completamente raggiunta in precedenza.

Eventuali difficoltà durante il Respiro vanno analizzate accuratamente in quanto potrebbero essere il segnale di problematiche sottostanti.

Comunque, molte persone, soprattutto di tipo “visivo” possono raffigurarsi mentalmente immagini facilitanti. Ad esempio il ritmo dolce delle onde del mare (o del lago) o il vento che muove le chiome degli alberi, o, ancora, può giovare sentire il proprio corpo “come se l’aria entrasse e uscisse da tutti i pori”. Come già si è detto per gli esercizi precedenti, si procede ripetendo mentalmente la parola della formula durante l’espirazione e si rimane in ‘silenzio’ mentale durante l’inspirazione.

Non si deve forzare il ritmo del respiro, ma adeguarsi al suo naturale fluire.

 

Riassumendo:

calmo/a, sereno/a, piacevolmente, rilassato/a
(oppure “calmo/a”)
mani pesanti,
piedi pesanti
(oppure “pesante”)
mani calde
piedi caldi
(oppure “caldo/a”)
cuore calmo e regolare
mi respira
Ripresa

 

 

Ingresso rapido nel TA tramite l’Esercizio del Respiro

 

Nella mia esperienza ho trovato utile utilizzare una tecnica che di norma si utilizza nella preparazione al parto (è in realtà di un esercizio di RAT – Training Autogeno Respiratorio – che si utilizza in psicoprofilassi ostetrica) applicandola anche in circostanze diverse, come gli attacchi di ansia o di panico, ad esempio.
Si tratta dell’Ingresso rapido nel Training tramite l’Esercizio del Respiro. Con le gestanti la si utilizza addestrandole a entrare in 2-3 secondi nello stato autogeno, appena sentono arrivare la contrazione uterina.

Con i dovuti aggiustamenti, è assai utile in molte altre situazioni. In poche parole: possiamo utilizzare il respiro come una specie di interruttore per entrare in pochissimi secondi in uno stato di calma.

Si procede così: si attende il primo respiro spontaneo e lo si accompagna con la consueta formula “mi respira”. Questo anche se ci si trova in piedi, o comunque non comodi come di consueto. Ci si troverà, in maniera pressoché automatica, in un tempo di 2-3 secondi, in stato autogeno non profondo. Si rimane in questo stato alcuni secondi o minuti, a seconda delle possibilità contingenti, e delle necessità, quindi si procede con una breve ripresa.

La tecnica può essere utilizzata quando si ha necessità di recuperare la calma prima di un evento stressante, o comunque, quando non si ha il tempo necessario per eseguire l’intera sequenza degli esercizi.

Inoltre, si può entrare rapidamente nel TA quando si avverte l’imminenza di un attacco di ansia, oppure prima di un colloquio importante, comunque quando si avverte la necessità di calmarsi in pochi secondi.

Per poterla utilizzare al momento del bisogno, occorre allenarsi. Consiglio pertanto di alternare la normale sequenza degli esercizi di TA, con delle sessioni in cui si eccede rapidamente al TA con il mi respira.

 

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