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Si tratta del primo vero esercizio di Training Autogeno.

Schultz, infatti, considerava la Calma una sorta di introduzione allo stato autogeno, la disposizione mentale necessaria per poter apprendere gli esercizi successivi.

L’esercizio della Pesantezza e quello successivo, del Calore sono considerati gli esercizi fondamentali del TA di base.

Il vissuto della pesantezza è dovuto a un rilasciamento muscolare molto intenso, più profondo di quello che si prova quando i muscoli sono in normale stato di riposo. La conseguenza psicologica è quella di sperimentare una profonda distensione psichica.

Durante lo sforzo fisico, ma anche quando c’è tensione dovuta a uno stato di allarme o agli effetti dello stress, il tono muscolare – controllato dal sistema nervoso – è elevato.

Al contrario, il tono è minimo quando dormiamo, ma non ne siamo consapevoli.

Con l’esercizio della Pesantezza, attraverso l’esperienza della distensione muscolare, ne acquisiamo la consapevolezza.

Alcune persone sono in un costante stato di allarme, tese contratte, sempre pronte a scattare. Per loro la sensazione di distensione è pressoché sconosciuta. Con il TA questa sensazione diventa molto evidente e una piacevole novità.

Come si sperimenta la pesantezza? Riprendendo il principio già spiegato dell’ideoplasia, se immaginiamo che una parte del corpo sia pesante, questa viene percepita come tale. In realtà non “sembra” pesante, ma lo diventa veramente, in virtù di ben precisi impulsi nervosi che danno origine al rilassamento muscolare.
Questo processo è anch’esso misurabile con metodi oggettivi, ad esempio, l’elettromiografia.

Il primo esercizio del TA consiste nel provocare un rilasciamento di tutti i muscoli del corpo raffigurandosi mentalmente la pesantezza.

Il primo esercizio del TA consiste nel provocare un rilasciamento di tutti i muscoli del corpo raffigurandosi mentalmente la pesantezza.

In pratica si esegue così:

Si assume una buona posizione e si esegue l’esercizio della calma, abbreviandolo. E’ sufficiente adesso ripetere la formula:

calmo/a, sereno/a, piacevolmente rilassato/a soltanto tre volte.

Quindi si prosegue con la formula:

Braccio destro pesante (sinistro per i mancini).

quest’ultima va ripetuta per circa sei volte. Dopo pochi giorni, in genere appena si raggiunge facilmente la sensazione di pesantezza alla mano destra, si aggiunge la formula:

Braccio sinistro pesante (destro per i mancini)

Molti terapeuti preferiscono iniziare dalla mano, per poi estendere la sensazione al braccio.

In tal caso la formula è:

Mano destra pesante

Mano sinistra pesante

La ragione per cui si inizia con la mano, e in particolare con quella strumentale, è che si tratta della parte del corpo maggiormente rappresentata a livello corticale. In altre parole, una porzione piuttosto ampia della corteccia cerebrale è deputata a far muovere la mano e quindi è più facile anche farla rilassare.

Dopo poco tempo si avvertirà una reale e oggettiva sensazione di pesantezza alla mano, che si estenderà al braccio grazie al fenomeno già citato della generalizzazione.

Alcune persone si trovano meglio a rappresentarsi fin dall’inizio entrambe le mani pesanti. Chi lo preferisce può farlo, anche se, di norma, all’inizio dell’allenamento viene più facile concentrarsi su un arto per volta.

Nota importante

A questo punto si verificherà un fenomeno chiamato generalizzazione.

Tale fenomeno consiste nel fatto che la sensazione provata si diffonde gradualmente e spontaneamente in direzione dei distretti muscolari limitrofi (in alcune persone alla parte del corpo opposta). In altre parole, dopo la mano, si comincia ad avvertire pesante il braccio, la spalla, la parte cervicale della colonna – sede, quest’ultima di tensioni muscolari dovute a stress e a posture errate.

Piacevoli sensazioni di pesantezza e di torpore, sempre grazie alla generalizzazione si estenderanno via via anche al volto, per effetto del rilasciamento dei muscoli facciali. La mascella si abbandona, le labbra vengono avvertite come intorpidite, le guance si rilasciano, le palpebre si fanno piacevolmente pesanti, tanto da non avvertire il desiderio di aprire gli occhi.

Si possono anche apprezzare le piacevoli sensazioni che l’aria produce entrando nel naso e “massaggiando” ad ogni respiro le fosse nasali.

La generalizzazione permetterà dunque di estendere queste sensazioni piacevoli a tutta la parte superiore del corpo.

Dopo pochi giorni ancora, si procede con:

piede destro pesante (sinistro per i mancini)
piede sinistro pesante (destro per i mancini)

Anche in questo caso si realizzerà una generalizzazione, grazie alla quale tutta la parte inferiore del corpo verrà avvertita pesante. Alla fine dell’apprendimento dell’esercizio della pesantezza, tutto il corpo è percepito come pesante, e oggettivamente tutti i muscoli sono rilassati.

Il terapeuta può far constatare questa situazione al paziente effettuando la cosiddetta prova della caduta: consiste nel sollevare il polso del paziente durante lo stato autogeno e farlo ricadere improvvisamente sul bracciolo della poltrona. E’ caratteristica la caduta pesante dell’arto, molto differente se si esegue la stessa prova al di fuori dello stato autogeno.

Per quanto riguarda il numero delle ripetizioni, è consigliato ripetere 6 volte l’ultima formula e abbreviare a 3 le precedenti, per non rendere l’esercizio troppo lungo. E’ importante, tuttavia, che non si assuma un atteggiamento rigido nel contare le formule.

Il numero consigliato è indicativo, un’eccessiva attenzione al conteggio impegnerebbe troppo l’emisfero razionale.

Ecco dunque lo schema di come si procede alla fine dell’allenamento alla pesantezza:

 

calmo/a sereno/a piacevolmente rilassato/a

mano destra pesante

mano sinistra pesante

piede destro pesante

piede sinistro pesante

ripresa.

In genere in una o due settimane di allenamento si può sperimentare il vissuto della pesantezza. L’allenamento andrà poi proseguito con costanza per rendere i vissuti sempre più percepibili.

Arriva un momento in cui non si avverte più la necessità della ripetizione delle formule: è sufficiente pensare la parola pesante, e subito si realizza un automatismo grazie al quale in pochi istanti si percepisce la pesantezza di tutto il corpo.

Che cosa fare in caso di difficoltà a sperimentare la pesantezza

Nel caso risultasse difficile percepire la pesantezza, e tale difficoltà continuasse per alcuni giorni, suggerisco di sperimentare un esercizio ripreso dalla tecnica del Rilassamento progressivo di Edmund Jacobson.

Schultz conosceva questo metodo, tanto che ad esso dedica un capitolo nel suo manuale. A differenza del TA, si tratta di un metodo che richiede movimenti volontari e questo dovrebbe aiutare a superare le difficoltà iniziali che si possono presentare con la pesantezza.

Per eseguirlo correttamente, è necessario prestare attenzione a ciò che accade nel corpo.

Jacobson parte da un presupposto molto semplice: “alla tensione deve seguire necessariamente la distensione”. Pertanto l’esercizio consiste in contrazioni volontarie progressive di tutti i distretti muscolari e nella successiva distensione degli stessi.

In altre parole, si inizia stringendo forte un pugno, fino a quando non si avverte una tensione insopportabile. A quel punto si allenta la stretta e, di conseguenza e del tutto naturalmente, si avverte una distensione muscolare, conseguenza della tensione.

Un gioco di tensione-distensione, dunque. Si prosegue con il braccio, poi con il pugno della mano sinistra e con il braccio sinistro, con i muscoli del collo, quelli del volto, e via via per tutti i muscoli del corpo, sempre con la sequenza: prima tensione e poi distensione.

Con l’esercizio di Jacobson è possibile imparare in poco tempo raggiungere la distensione muscolare.

Si può far precedere l’esercitazione con il TA (Calma + Pesantezza) dall’esercizio di Jacobson al TA, oppure, sospendere il TA per pochi giorni ed effettuare esclusivamente la tecnica di Jacobson, per poi riprendere il TA.

 

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