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Una volta che dall’esperienza del colore personale sono emersi tutti i vissuti,  è il momento di affrontare l’esperienza successiva, che consiste nel visualizzare lo spettro dei colori.

Questa volta, ci si rappresentano mentalmente, in successione, tutti i colori dello spettro: rosso, arancione, giallo, giallo-verde, verde, verde-azzurro, violetto.

Molti autori, tra questi anche Schultz, suggeriscono di far rappresentare i seguenti colori: verde, giallo, rosso, azzurro, bianco, nero.

Quale che sia la sequenza prescelta, si inizia comunque dal colore personale, che di solito appare subito spontaneamente.

Con questa esperienza ci si avvia a prendere consapevolezza del significato emotivo ed affettivo di ciascun colore, e ad entrare in contatto con tali significati.

E’ possibile così avere un’esperienza di “immersione” nel proprio mondo interiore, attuando una doppia valenza, tipica del TA in generale e del TAS in particolare: la scoperta di se stessi e la catarsi.

Ecco come Masi spiega l’impatto con i significati del colore, del rosso, in questo caso:

Il soggetto è messo di fronte alle sue dinamiche emotive in modo diretto e significativo, senza la possibilità di valersi degli abituali filtri razionali o comunque difensivi.

Di fronte al rosso, ad esempio, l’istintualità deve essere finalmente conosciuta in tutte le sue espressioni, anche in quelle che potrebbero suscitare maggiore angoscia (come l’aggressività e il desiderio di esperienze nuove): L’individuo si “riscopre” nelle sue radici biologiche, fatte di bisogni non sempre serenamente accettati, ed è messo nelle condizioni di “rifondare” dalle sue basi primarie la self-image. Questo percorso non è ovviamente del tutto innocuo. Si manifestano talvolta resistenze ardue che fanno regredire l’addestrando alle fasi iniziali della terapia (scomparsa del colore personale o incertezza nella sua determinazione).

In questi casi, si procede in due direzioni: da un lato si cerca di approfondire tutte le dinamiche che stanno dietro al colore rifiutato (ad esempio la tendenza alla libertà rappresentata dal giallo) rapportandole alla storia personale del soggetto. Contemporaneamente, quest’ultimo viene sostenuto psicologicamente e tecnicamente al fine di fargli superare l’impasse in argomento.
Un espediente di comprovata efficacia è quello di suggerirgli di affiancare al colore oggetto di resistenze un’immagine di supporto che sia facilmente visualizzabile (es.: fuoco per il rosso). La migliore “ricetta” è tuttavia la pazienza. Se non si dà l’impressione di volere a tutti i costi un particolare risultati, questo si presenterà prima o poi spontaneamente.

In pratica, si procede inizialmente come per il colore personale. L’allievo viene invitato a trovare la posizione ideale e ad eseguire in sequenza tutti gli esercizi del TA. Quindi si richiama brevemente il colore personale soffermandosi alcuni minuti, poi si visualizzano uno dopo l’altro tutti i colori del prisma. Non vi è un tempo prestabilito per ciascun colore, che richiede comunque alcuni minuti, fino a 10. E’ il paziente stesso che “decide” quando passare al colore successivo, pertanto egli riferirà in maniera soggettiva il tempo in cui si è soffermato su ciascun colore. Possono verificarsi anche delle distorsioni temporali che possono rivestire notevole interesse terapeutico e come tale vanno interpretate.

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