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Dopo ogni esercitazione è utile compilare il protocollo, un diario dell’esercizio appena svolto. Si tratta di una breve descrizione della propria esperienza, da fissare alla fine dell’esercizio stesso. Se, come spesso avviene, ci si addormenta la sera, durante o subito dopo aver completato l’esercizio, il protocollo può essere compilato il giorno successivo. 

Ogni settimana il protocollo con il resoconto di tutte le esercitazioni settimanali viene consegnato al terapeuta per la valutazione. Questa procedura ha diverse importanti funzioni:

• Attraverso il protocollo si instaura un dialogo a volte anche molto intenso il paziente e il suo terapeuta a tutto vantaggio dell’efficacia dell’apprendimento del TA.

• Scrivere puntualmente le sensazioni subito dopo averle provate aiuta a fissarle. Con un riassunto a fine settimana si perderebbero informazioni preziose.

• Avere un compito rinforza l’impegno preso verso se stessi al momento in cui si decide di iniziare il percorso di apprendimento del TA.

• Permette al terapeuta di valutare l’andamento dell’apprendimento del discente e di intervenire in tempo se riscontra errori nell’esecuzione. E’ importante sottolineare che eventuali errori non corretti per tempo possono trasformarsi in “cattive abitudini”. Come in ogni performance, si pensi ad esempio allo sport, le cattive abitudini possono di interferire pesantemente sulla prestazione. Nel caso del Training Autogeno, possono in alcuni casi, invalidarne i benefici. 

• Il terapeuta, visionando il protocollo, può evidenziare il momento giusto per suggerire all’allievo di passare all’esercizio successivo. 

• Leggendo il protocollo il terapeuta può accorgersi di eventuali situazioni di disturbo psicologico del discente e intervenire adeguatamente. 

• Il terapeuta che dispone di molti protocolli può, in forma anonima, utilizzarli come materiale di studio, di ricerca e di scambio costruttivo con i colleghi, a tutto vantaggio del progredire delle conoscenze sul Training Autogeno. 

Per queste ragioni, conviene assoggettarsi di buon grado a questa piccola incombenza, anche se richiede qualche minuto di tempo ogni giorno.

Come si redige il protocollo

E’ necessario indicare il giorno e l’ora dell’esecuzione, specificare di che esercizio si tratta, e descrivere le percezioni fisiche e i vissuti mentali che si sono sperimentati durante l’esercizio.

Esempio di protocollo

Lunedì, ore 8:00,

Formulazione della calma: calma e benessere mentale.

Esercizio della pesantezza: mani e braccia pesanti, sensazione di sprofondare nel letto, torpore.

Lunedì, ore 14:00,

Formulazione della calma: irrequietezza, pensieri disturbanti rendono difficile portare a temine l’esercizio.

Esercizio della pesantezza: mani pesanti, difficoltà a sentire la pesantezza alle gambe.

Lunedì, ore 22:00,

Formulazione della calma: profondo benessere,

Esercizio della pesantezza: tutto il corpo pesante, come “incollato” al letto. Scivolo nel sonno.

Martedì, ore 8:00,

Formulazione della calma: sensazione quasi immediata di calma e benessere.

Esercizio della pesantezza: mani e braccia pesanti, sensazione di sprofondare nel letto, torpore. Calma e benessere mentale.

Martedì, ore 14:00

Formulazione della calma: qualche pensiero disturbante, seguito dalla sensazione della calma.

Esercizio della pesantezza: mani pesanti, difficoltà a sentire la pesantezza alle gambe. Irrequietezza, pensieri disturbanti rendono difficile portare a temine l’esercizio.

Martedì, ore 22:00,

Formulazione della calma: immediato senso di pace interiore.

Esercizio della pesantezza: tutto il corpo pesante, come “incollato” al letto. Profondo benessere, scivolo nel sonno.

E così via per tutti gli esercizi successivi

 

Psicologa Psicoterapeuta – Ordine Psicologi del Lazio N° 2016

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