+39 339 1480 554 info@patriziabelleri.it

 

Il Training Autogeno è efficace anche per le persone di ottant’anni e più: i Grandi Senior

 

L’utilità del metodo è ampiamente dimostrata nelle diverse stagioni della vita, dall’infanzia all’età matura, ma per quanto riguarda l’utilizzo con le persone anziane, la letteratura a disposizione non è molto ampia.

Gli anziani giungono di rado nello studio dello psicoterapeuta, per mentalità e cultura, ma anche perché il medico di base, loro primo interlocutore, liquida spesso le loro apprensioni con la prescrizione di psicofarmaci.

In realtà, se opportunamente presentato e con una adeguata personalizzazione caso per caso, il Training è efficace anche nell’ultima parte della vita, sia per prevenire che per curare molti problemi legati all’invecchiamento.

Insonnia, ansia, limitazioni funzionali dovute a malattie degenerative, dolore cronico: sono solo alcuni dei disagi che possono essere alleviati con successo grazie al Training Autogeno.

 

Dagli 80 anni in poi si può apprendere efficacemente il TA ad alcune condizioni

 

Dagli 80 anni in poi si può apprendere efficacemente il TA, ad alcune condizioni.

La prima è l’assenza di deficit cognitivi. E’ necessario comprendere le istruzioni del terapeuta ed essere in grado di eseguire a casa gli esercizi.

Sono necessarie anche apertura mentale e curiosità verso le nuove esperienze, caratteristiche presenti in molti anziani dalla vita attiva.

La motivazione e la costanza nell’allenamento sono condizioni irrinunciabili, indipendentemente dall’età. Leggi anche: Che cosa occorre per apprendere il Training Autogeno.

 

 

Come si procede in pratica

 

Con chi si presenta nel mio studio, programmo un minimo di 9/10 sedute a frequenza da concordare assieme.

Il primo incontro è dedicato alla conoscenza della persona e alla presentazione del metodo, le sette sedute successive agli esercizi – una per ciascun esercizio – e una o due sedute conclusive servono per la personalizzazione del metodo.

Dedico alla persona il tempo necessario per farsi conoscere ed esporre le ragioni per cui chiede aiuto.

È in questa fase che si consolida la motivazione, sottolineando l’importanza di un vantaggio rilevante del Training Autogeno: l’autonomia.

E’ davvero un valore poter utilizzare la tecnica nella propria casa, con i propri tempi e compatibilmente con le proprie abitudini.

Con la pratica giornaliera si ottiene un miglioramento del benessere psicofisico in generale e all’occorrenza si possono affrontare le singole difficoltà.

Dopo aver spiegato in che cosa consiste la tecnica e in che modo può essere di aiuto, presento gli esercizi, iniziando con la Formulazione della Calma.

Ciascun esercizio viene eseguito in studio, con la mia supervisione. Di solito mi limito a controllare che la posizione sia quella giusta e che tutte le condizioni siano soddisfatte, quindi lascio che il paziente esegua l’esercizio per proprio conto.

Qualche volta può essere utile una lieve etero-suggestione: inizio a pronunciare le parole della formula, poi invito il paziente a proseguire da solo, mentre io rimango in silenzio. Procediamo poi alla Ripresa. le prime volte guidata da me, poi gestita in autonomia.

Dopo una settimana o più di esercitazioni a casa con la Formulazione della Calma, suggerisco di passare all’Esercizio della Pesantezza.

In questa fase come nelle successive, la particolare attenzione che gli anziani prestano al proprio corpo e alle sue funzioni può essere sfruttata per promuovere l’abitudine a sentire il corpo e riconoscerne i vissuti.

 

 

I supporti per il lavoro a casa

 

 

Come farò a ricordarmi le parole delle formule? Questa è la domanda che molti anziani mi pongono, timorosi che la loro memoria li tradisca.

Come promemoria di quanto detto in studio, li indirizzo verso una pagina del mio sito, dove sono riportati tutti gli esercizi.

Si tratta del supporto per coloro che partecipano al corso online, ma è un utile supporto anche per i pazienti in studio.

Per coloro che non hanno dimestichezza con il computer, predispongo lo stesso materiale in formato cartaceo.

 

Il Protocollo

 

Propongo anche di compilare ogni giorno il Protocollo.

Si tratta di un diario quotidiano delle esercitazioni a casa, molto utile per monitorare il percorso.

Da parte mia, leggendolo, posso accorgermi per tempo di errori di esecuzione e intervenire per correggerli.

Per le persone anziane serve anche come ulteriore rassicurazione riguardo la memoria: la stesura quotidiana del protocollo è infatti un utile esercizio per rafforzarla.

La frequenza degli incontri e la scelta di introdurre l’esercizio successivo varia caso per caso e dipende da diversi fattori.

In linea di massima, occorrono dai tre ai sei mesi per completare l’apprendimento del ciclo di base.

 

Si può apprendere anche online?

 

Molte persone anziane ormai utilizzano regolarmente il computer per informarsi, comunicare e sbrigare le loro pratiche online.

Coloro che hanno dimestichezza con il mezzo non hanno alcuna difficoltà a seguire un percorso online.

Una generazione abituata a leggere, si trova a proprio agio con il mio corso che non propone stimoli audiovisivi, ma un lavoro personale sulla base di quanto è spiegato sul sito e dello scambio di email legato al commento del Protocollo.

 

La personalizzazione del percorso

 

Quando il paziente ha appreso il metodo ed è in grado di eseguire in autonomia tutti gli esercizi, propongo la personalizzazione di quanto appreso.

Insegno a elaborare le formule relative sugli organi che necessitano di cure (formule d’organo). oppure indirizzare il lavoro a specifici comportamenti (formule di comportamento).

Di solito, l’applicazione pratica più richiesta – e quella dove il TA dà ottimi risultati – riguarda il disturbi del sonno.

Le persone più sensibili possono anche utilizzare il TA come aiuto in un percorso di approfondimento esistenziale.

C’è chi durante il TA produce immagini mentali spontanee, che, opportunamente interpretate con l’aiuto del terapeuta, rappresentano dei veri e propri messaggi dal profondo.

Per chi ha vissuto gran parte della vita, lasciar riaffiorare i ricordi, perdonare, perdonarsi aiuta a dare un senso al proprio passato e a vivere più serenamente il presente.

 

In conclusione

 

Sulla base della mia esperienza, posso confermare che i pazienti anziani, aperti a nuove esperienze e opportunamente motivati possono apprendere con soddisfazione il Training Autogeno e migliorare, grazie alla pratica quotidiana, il loro benessere psicofisico.

 

Note

 

B.H. Hoffman, uno dei più autorevoli studiosi del Training Autogeno afferma che “non vi sono limiti verso l’alto” e che anche i pazienti in età avanzata possono apprendere con soddisfazione il metodo.

B.H. Hoffmann, Manuale di Training Autogeno, Astrolabio Ubaldini 1980.

Peirone e E. Girardi, psicologi sensibili ai temi dell’invecchiamento, hanno trattato con la psicoterapia autogena circa 3600 anziani (60/90 anni) in un arco di tempo che va dal dal 1977 al 2016.

Il Training Autogeno ha dimostrato di agire efficacemente quale:

terapia modificante il “non saper invecchiare”;
preparazione al “saper invecchiare”;
potenziamento del “saper invecchiare”;
accompagnamento della Persona durante il suo invecchiamento.
L.Peirone – E. Girardi, Il Training Autogeno. Tecnica e metodo fra psicoterapia e psicologia della salute, Edizioni Ferrari Sinibaldi, 2016.