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Dal quinto esercizio in poi, si entra nel vivo dell’utilizzo del  RAT nella pratica, durante il travaglio.

L’ esercizio eseguito da sdraiata. E’  bene sperimentare che può essere eseguito anche in posizione eretta, come probabilmente avverrà durante il travaglio.

Il respiro autogeno e rilassamento muscolare hanno una relazione di reciprocità: l’uno provoca l’altro.

Per sperimentare adeguatamente il respiro autogeno, è necessario essersi allenate con costanza e regolarità fino a questo momento. Eventuali reazioni paradosse, ad esempio un senso di angoscia in relazione al respiro, possono essere causate da un allenamento inadeguato.

Verbalizzazione dell’esercizio

 

Assumi una buona posizione, e fai il solito patto con te stessa di non muoverti per tutta la durata dell’esercizio. Chiudi gli occhi, abbandonati, cerca dentro di te la disposizione al rilassamento.

Assumi un atteggiamento di calma. Immagina di vedere il tuo corpo, calmo e rilassato. Cerca di immaginarlo con gli occhi della mente, come se lo vedessi dall’esterno. Adesso, immergiti nel corpo, sentilo dall’interno. Immergiti nel tuo corpo, nelle sensazioni che ti dà.

Le braccia e le mani sono pesanti… Le braccia e le mani sono pesanti… Le braccia e le mani sono pesanti… Le gambe e i piedi sono pesanti… sono rilassati i muscoli dell’addome e il respiro va e viene… l’addome si dilata e si contrae… si dilata e si contrae… L’addome si solleva e si abbassa, con il ritmo del respiro lento e profondo… tutto il corpo è pesante… tutto il corpo è pesante e rilassato… sono rilassati i muscoli del volto, la mascella si rilassa, la bocca si schiude da sola… sensazioni di torpore avvolgono tutto il corpo… l’aria entra e esce e massaggia le fosse nasali, il rilassamento si fa sempre più profondo… sempre più profondo… tutto il corpo è uno spazio pieno… tutto il corpo è uno spazio pieno… tutto il corpo si dilata e si contrae… si dilata e si contrae a ogni respiro… tutto il corpo respira… il respiro se ne va da sé… il respiro mi respira… mi respira… mi respira… è bella la sensazione di essere cullata dal tuo stesso respiro… tutto il corpo respira… mi respira … … tutto il corpo si dilata e si contrae… si dilata e si contrae a ogni respiro… tutto il corpo respira… rimani ora immersa nel tuo respiro, ripetendo mentalmente “mi respira” a ogni atto respiratorio…

Adesso possiamo iniziare la ripresa.

Programma dei movimenti da fare con le dita delle mani come quelli che si fanno quando si suona il pianoforte. Adesso diamo inizio ai movimenti. I movimenti si fanno sempre più sciolti, ridai tono pian piano a tutti i muscoli. Muovi le braccia, le spalle, i piedi, le gambe. Adesso stringi forte ogni, fai un respiro profondo, apri gli occhi.

 

Ingresso rapido nel rilassamento

 

Adesso, proviamo e entrare velocemente nella commutazione autogena, ti basteranno pochi secondi. In questo modo, ti renderai conto che – al momento del travaglio, all’inizio di ogni contrazione, ti saranno sufficienti un paio di secondi per entrare rapidamente nello stato autogeno.

Proviamo: attendi il primo respiro spontaneo e… via: “mi respira… mi respira… mi respira… mi respira… mi respira…” Adesso fai una breve ripresa.

Come hai potuto constatare, siete entrare nello stato autogeno in circa due secondi. La contrazione dura circa 60 secondi: tu entrerai rapidamente nel rilassamento e per tutta la durata della contrazione rimarrai rilassata.

Immagina adesso di essere in piedi, durante il travaglio, e sentite arrivare la contrazione. Lì dove sei, ti appoggi al muro o al tuo compagno, e richiami il “mi respira”.

Psicologa Psicoterapeuta – Ordine Psicologi del Lazio N° 2016